Quando ho partecipato al mio primo laboratorio teatrale, non sapevo dell’importanza dei gesti e della confidenza con lo spazio che il tuo corpo deve avere per poter rappresentare; perciò ho sentito la necessità di occupare lo spazio in maniera meno irruente e goffa, possibilmente più consapevole.

Non mi reputo timida, ma entrare in sintonia con lo spazio “nudo” d’un palcoscenico è stato per me un impresa difficilissima, forse, perché non consideravo importante il gesto come istrumento espressivo non verbale. Fatto è che uscivo dagli incontri distrutta.

Avevo letto in un articolo in cui diceva che esiste una danza balinesi dove i ballerini possono dire intere frasi con i gesti e il movimento e, che in tempi di guerra, loro fossero perseguitati perché erano in grado di passare dei messaggi chiari alla gente senza lasciare traccia. Trovo incredibile l’ingegno umano.

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