Quando ho partecipato al mio primo laboratorio teatrale, non sapevo dell’importanza dei gesti e della confidenza con lo spazio che il tuo corpo deve avere per poter rappresentare; perciò ho sentito la necessità di occupare lo spazio in maniera meno irruente e goffa, possibilmente più consapevole.

Non mi reputo timida, ma entrare in sintonia con lo spazio “nudo” d’un palcoscenico è stato per me un impresa difficilissima, forse, perché non consideravo importante il gesto come istrumento espressivo non verbale. Fatto è che uscivo dagli incontri distrutta.

Avevo letto in un articolo in cui diceva che esiste una danza balinesi dove i ballerini possono dire intere frasi con i gesti e il movimento e, che in tempi di guerra, loro fossero perseguitati perché erano in grado di passare dei messaggi chiari alla gente senza lasciare traccia. Trovo incredibile l’ingegno umano.

In questo scatto a Monreale, partecipavo ad un workshop con Palermofoto, ho pensato di raccontare i gesti delle persone in un sabato mattina a fare la spesa.

Non penso sia molto riuscita la foto, ma da quel momento ho capito l’importanza di osservare i gesti delle persone senza li sovrapporre agli elementi della composizione.

Qual’è la vostra difficoltà in fotografare per strada?

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