Non sono mai sta una persona che va in giro con la macchina fotografica senza destino. Mi sento prepotente alzare la macchina fotografica quando non necessaria per lavoro.

Forse sono fissata con certe cose! Però nell’era del digitale c’è il cellulare con la fotocamera, perciò è inevitabile non fotografare per passatempo, cosa che a me non piaceva affatto. In questa foto ero a Napoli e non poi vedere i panni stesi e non amarli, un curioso soggetto da fotografare, per me.

Qui in questo punto di vista ho seguito il mio istinto e non il mio occhio; mi sono messa sotto i vestiti perché volevo dare senso alla parola stillicidio, perché per me, l’occhio è consapevole quando in mente ho una parola, sennò faccio fatica a vederlo. Voi perché fotografate?

Detto ciò, vorrei lasciare chiaro che il mio intento di proporvi un “dialogo”  virtuale non è superficialità o leggerezza, visto che fuori c’è la quarantena, ma pensare ad altri punti di vista come attività ludica;  dovuta alla nostra impossibilità di uscire di casa siamo come dei pani apesi, tutti sospesi e retti da un filo.

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